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MUSEO ELI RIVA
13.000 visitatori per EXPO2015
ora una raccolta museale permanente

 

Maestro della scultura,  ELI RIVA (Como, 1921-2007)  è considerato l’ultimo erede dei Magistri Cumacini  per quel suo scalpellare “a taglio diretto” nel marmo come i marmorini antichi, come gli scalpellini delle valli lombarde, e senza modelli preparatori. Le manifestazioni culturali che hanno segnato la stagione comasca di EXPO-2015 hanno visto lo straordinario successo riscosso dalla mostra ELI RIVA – TRADIZIONE E MODERNITA’ tenutasi nella storica cornice di Villa Olmo: sono quasi 13.000 le persone che hanno raccolto con entusiasmo l'invito a riscoprire un artista che, come ha detto un illustre critico, "ha lavorato troppo e non si è occupato, mentre era vivo, di curare la propria immagine".

 


Con questa grande esposizione antologica, realizzata con la collaborazione del critico Luciano Caramel, l’Associazione Eli Riva ha vinto la scommessa di portare finalmente alla luce a livello nazionale una ricerca artistica immensa, costruita giorno dopo giorno dallo scultore in 70 anni di vita lavorativa, ma rimasta finora sostanzialmente nascosta tra le pareti del suo laboratorio. Lo testimonia ad esempio il grande rilievo dato dal Giornale dell’Arte (luglio-agosto 2015, inserto Vernissage) al volume monografico “ELI RIVA” pubblicato in occasione della mostra.



Ed è proprio nel  laboratorio  dello scultore che l’associazione ha ora allestito un museo permanente per proseguire nella valorizzazione di questo artista che costituisce uno dei patrimoni della recente storia culturale della città di Como. La ricerca artistica di Eli Riva è così a disposizione del pubblico proprio nel luogo che l’ha vista nascere.

Il  MUSEO  ELI  RIVA – TRADIZIONE E MODERNITA’  si trova in
via Masaccio 2 a COMO (Casate)
ed è
aperto su prenotazione (ingresso libero)
chiamando il numero 0039 393 7513380.


La grande mostra  è stata invece ricostruita virtualmente nella pagina
VILLA OLMO 2015
di questo sito.

 

 


Esempio purtroppo non raro di una rilevante personalità che opera da decenni con eccellenti risultati che suonano a rimprovero della critica che – complice l’artista – non ha saputo accorgersene.” (LUCIANO CARAMEL)

 “L'artista ha ritrovato la capacità di comporre il rispetto della qualità dei materiali con le esigenze dell’invenzione, la struttura con l’articolazione libera delle masse, il vuoto con il pieno, l’intrusione nell’ambiente con la difesa dell’integrità del nucleo plastico entro la sfida che è della scultura moderna. (…) Ed è in Riva scommessa vincente.
Un artista che onora la scultura contemporanea per la serietà dell’impegno e la felicità dei risultati”  (LUCIANO CARAMEL)


 

 

"Quanto al lavoro personale, la cosiddetta "ricerca", mi pregio di avere portato, in un lungo giro di anni, la scultura all’astrazione, al di là della visione naturalistica. E di averlo fatto in modo personale, anche se coincidente con la tensione di tutta l’arte contemporanea europea verso l’interiorizzazione  delle motivazioni espressive. Non si diventa astratti dalla sera alla mattina. Io l’ho fatto gradualmente o per strappi, come nelle ‘Piastre’ del 1956; l’ho fatto percorrendo tutto l’iter di scoperta e di necessità  del fenomeno." 
“Avevo fin da giovane dei pensieri fissi: liberare la scultura dal suo limite, dalla monumentalità, dal gigantismo; defisicizzare la scultura; portare il volume in altezza; liberare la scultura dalla base. Ho realizzato le ‘Due Teste’ negli anni ’50 a volume pieno, e sono approdato negli ultimi anni al vuoto con le ‘Case degli Angeli’, aeree e spaziali” (Eli Riva)


“Io mi sento comasco, irresistibilmente, con le pietre di casa, con il “sasso di Moltrasio”, scabro e duro. Il carattere comacino è tutto qui, linearità e semplicità, ottenuta vincendo la durezza, gli ostacoli della materia.
Linearità e semplicità vuol dire essere concreti.
Qui le maestranze erano esse stesse architetti.
Questi sono i valori semantici della nostra città, le torri, le porte, le mura in sasso di Moltrasio".

”Ci vuole il sentimento della materia.
Ho utilizzato di tutto, dal porfido egizio delle “Due Teste”, ai marmi di varia durezza e colore, sfrontati a taglio diretto, cioè non inviando a Carrara il modellino come alcuni colleghi artisti usano fare.
Poi sono passato al legno; e ora alle cere, adeguando ai materiali la mia forza fisica nel corso degli anni.” (Eli Riva)

 

informazioni: 0039 393 751 33 80
associazione.eli.riva@virgilio.it

catalogo ALLEMANDI disponibile nel museo


 

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